Quali prodotti naturali aiutano a calmare la paura di volare?

Negli ultimi anni, molte persone che soffrono di aerofobia (paura di volare) si chiedono se i “rimedi naturali”, integratori, estratti vegetali o preparati omeopatici possano rappresentare un aiuto efficace. Per provare a rispondere a questa domanda è importante, in primis, distinguere tra due categorie molto diverse:
- i prodotti fitoterapici: derivati da piante medicinali (estratti, tisane, tinture, capsule), contenenti principi attivi — ad esempio valeriana, passiflora, camomilla, melissa, lavanda, kava, radice di achillea, ecc. Questi principi possono avere effetti ansiolitici, sedativi o rilassanti sul sistema nervoso (sistema “parasimpatico”, modulazione del GABA, riduzione della tensione).
- i prodotti omeopatici: preparazioni diluite secondo la tradizione omeopatica, con principi attivi in concentrazioni estremamente basse (spesso al di sotto di livelli misurabili), e basati sul principio “similia similibus curantur” (il simile cura il simile). Non ci sono prove robuste e consistenti che dimostrino efficacia clinica rilevabile, oltre l’effetto placebo, nella maggior parte dei casi.
La differenza è dunque sostanziale: i fitoterapici — se ben studiati, standardizzati e assunti in modo responsabile sotto indicazione medica — possono avere un qualche effetto biologico misurabile. I prodotti omeopatici, per quanto molto popolari, non dispongono di una solida base empirica che supporti l’efficacia oltre l’effetto placebo, e non possono essere considerati una “cura” per una fobia. Per la paura di volare, questi prodotti possono servire come un piccolo supporto: per calmare l’ansia generalizzata, favorire il rilassamento, ridurre la tensione muscolare o nervosa — soprattutto nelle fasi di preparazione, attesa o viaggio — ma non come trattamento risolutivo della fobia stessa. Per chiarire meglio la questione ecco una breve tabella comparativa:
| Parametro | Fitoterapici | Omeopatici |
|---|---|---|
| Definizione | Derivati da piante medicinali con principi attivi biologicamente efficaci (estratti, tinture, capsule). | Preparati ottenuti tramite diluzioni successive dei principi attivi, spesso a concentrazioni ultrabasse o non rilevabili. |
| Base scientifica | Supporto scientifico variabile ma presente, soprattutto per valeriana, passiflora, camomilla, melissa, lavanda, kava. | Nessuna evidenza scientifica robusta che superi l’effetto placebo nelle fobie. |
| Meccanismo d’azione | Agiscono su sistema nervoso centrale, spesso modulando recettori GABA o il sistema parasimpatico → rilassamento, riduzione dell’ansia. | Basati sul principio “il simile cura il simile” e sulle diluizioni; il meccanismo non è dimostrato scientificamente. |
| Efficacia sulla paura di volare | Possono aiutare a ridurre l’ansia generale, migliorare il sonno, attenuare la tensione pre-volo → supporto, non cura. | Nessuna evidenza di efficacia specifica contro la fobia; possibile beneficio come placebo. |
| Indicazioni d’uso | Preparazione al volo, ansia lieve, tensione emotiva, difficoltà a rilassarsi. | Nessuna indicazione clinica consolidata; uso comune come automedicazione ma senza basi solide. |
| Tempi di azione | Da moderati a lenti (valeriana e passiflora richiedono giorni/sett.) ma alcuni possono agire nel breve termine (camomilla, lavanda). | Nessun tempo di azione misurabile, effetto legato principalmente all’aspettativa. |
| Interazioni farmacologiche | Possibili: sedazione, sonnolenza, interferenze con guida, interazioni metaboliche (es. kava epatotossica). | Generalmente assenti, salvo allergie o eccipienti → tollerabilità molto alta. |
| Regolamentazione | Considerati integratori o prodotti erboristici; alcuni standardizzati e con dosaggi definiti. | Considerati prodotti omeopatici: regolamentati ma senza obbligo di prova di efficacia clinica. |
| Ruolo nel trattamento della fobia | Possono aiutare in modo complementare, solo come supporto prima/durante il volo. | Nessun ruolo terapeutico documentato nel trattamento della fobia. |
| Limiti principali | Effetto limitato, non modificano pensieri disfunzionali né evitamento fobico. | Mancanza di prove scientifiche, rischio di ritardare trattamenti efficaci. |
| Quando usarli | Come aiuto complementare in un percorso con psicologo o in preparazione al volo. | Solo se il paziente trova beneficio soggettivo, ma con consapevolezza dei limiti. |
Le informazioni riportate hanno finalità esclusivamente divulgative e non sostituiscono il parere di un medico. Prima di assumere qualsiasi prodotto fitoterapico, integratore o rimedio naturale è indispensabile consultare il proprio medico o un professionista sanitario qualificato, soprattutto in caso di terapie farmacologiche in corso, condizioni mediche preesistenti o dubbi sulla sicurezza del prodotto.
La paura di volare: un problema complesso che richiede un trattamento specifico e personalizzato
La paura di volare non è una questione semplice come potrebbe apparire: si tratta di una fobia specifica, un disturbo di ansia clinicamente rilevante. Dal punto di vista psicofisiologico, la persona può attivare in modo sproporzionato circuiti di allarme del cervello — ad esempio con attivazione dell’amigdala — e contemporaneamente avere difficoltà nelle regioni cerebrali prefrontali a modulare questa paura. In alcuni casi può anche dare il via a situazioni severe sul piano medico come la cardiomiopatia di Takotsubo. I sintomi possono essere numerosi: tachicardia, sudorazione, tremori, difficoltà respiratorie, sensazione di panico, pensieri catastrofici (“e se succede qualcosa all’aereo?”, “non avrò scampo se succede un guasto”, “perderò il controllo”), evitamento (non prenotare viaggi), limitazioni nella vita sociale o professionale.
Spesso la paura è mantenuta da schemi cognitivi disfunzionali (credenze irrazionali, errori di valutazione del rischio, difficoltà di modulazione dell’ansia) e da strategie comportamentali di evitamento. Anche se i voli sono statisticamente molto sicuri, la percezione soggettiva del pericolo rimane fortissima. Per questi motivi, una “soluzione naturale”, anche se magari aiuta a rilassarsi, difficilmente basta da sola per eliminare la paura in modo stabile e duraturo.
Quali sono le soluzioni più efficaci per superare la paura di volare?
La ricerca scientifica indica chiaramente che il trattamento più efficace per la paura di volare e per le fobie specifiche in generale è un approccio psicoterapeutico strutturato: in particolare, la Cognitive-Behavioral Therapy (CBT). Numerose meta-analisi e linee guida internazionali confermano che la CBT, grazie a tecniche come l’esposizione graduale, la ristrutturazione cognitiva, il training di gestione dell’ansia e l’integrazione di strumenti come la realtà virtuale, rappresenta il gold standard per il trattamento delle fobie. Le terapie basate su esposizione, anche in realtà virtuale (Virtual Reality Therapy), mostrano tassi elevati di efficacia, riduzioni significative dell’evitamento e un miglioramento stabile nel tempo. Per questo, i prodotti naturali possono essere considerati solo un supporto, ma mai un sostituto di un percorso terapeutico strutturato basato sull’evidenza scientifica.
Perché la CBT è considerata “gold standard”?
Numerosi studi e meta-analisi mostrano che la
CBT, affrontando sia la parte cognitiva (pensieri, credenze, percezione del rischio) sia la parte comportamentale (evitamento, esposizione), è più efficace di molte alternative. La
CBT consente al paziente di diventare “attivo” nel processo di cambiamento: identifica convinzioni irrazionali, le ristruttura in chiave realistica, insegna tecniche di rilassamento, auto-osservazione, respirazione, gestione dell’ansia. Inoltre, per le fobie specifiche come l’aerofobia, l’elemento cruciale è la
esposizione graduale alla situazione tema, che consente “desensibilizzazione” e “abituazione” alla paura.
Esposizione graduale e Realtà Virtuale
Una tecnica centrale è la desensibilizzazione sistematica, che prevede: costruzione di una gerarchia di situazioni ansiogene (da meno a più temute), apprendimento di tecniche di rilassamento, e una graduale esposizione, inizialmente immaginativa o in “safe environment”, poi reale. Quando l’esposizione in vivo (cioè reale) è difficile o poco praticabile (per esempio per paura estrema, problemi logistici, tempo, costi), una valida alternativa è la Virtual Reality Exposure Therapy (VRET): ovvero, simulazioni virtuali dell’aereo, del decollo, delle turbolenze, del volo, che permettono un’esposizione controllata, ripetibile, sicura e con un graduale incremento di difficoltà. In sintesi: l’esposizione graduale, in vivo o in realtà virtuale, integrata nella CBT, risulta la modalità più efficace, con alta probabilità di riduzione stabile della paura e di cambiamento duraturo
Una variante più breve ma promettente, in alcuni casi, è la One-Session Treatment (OST), che concentra l’esposizione, la ristrutturazione cognitiva e la terapia comportamentale in una singola seduta intensiva. Alcuni studi indicano efficacia simile alla CBT multi-sessione per fobie specifiche in giovani pazienti.
I rimedi naturali sono un supporto non una cura
Alla luce di quanto sopra, si possono tracciare alcune raccomandazioni pratiche: i rimedi fitoterapici, come tisane rilassanti, erbe calmanti, integratori naturali, possono avere un ruolo complementare: utile nei giorni precedenti al volo, per calmare l’ansia, favorire il rilassamento e migliorare la qualità del sonno. Ma non bisogna considerarli come “soluzione definitiva”: da soli difficilmente modificano in modo stabile le cognizioni disfunzionali, le paure profonde, l’evitamento fobico. Se si decide di usarli, è importante fare attenzione a dosaggi, possibili effetti collaterali, interazioni (specialmente con farmaci), tempistiche corrette, realistici obiettivi. Meglio usarli sotto supervisione (medico, erborista, terapeuta), e come parte di un percorso più ampio. In molti casi, la combinazione più sensata — e con evidenza — è: terapia cognitivo-comportamentale con le tecniche di esposizione graduale (in vivo o con realtà virtuale). I rimedi naturali possono essere un supporto utile, ma non un sostituto.
Alcune proposte concrete per chi soffre di paura di volare
Se dovessi suggerire un percorso “scientifico ed efficace” per un soggetto che vuole superare l’aerofobia, proporrei:
- Consultare uno psicoterapeuta esperto in fobie / disturbi d’ansia, preferibilmente formato in CBT.
- Avviare un percorso di esposizione graduale: con tecniche di rilassamento, ristrutturazione cognitiva, e progressiva “familiarizzazione” con l’idea del volo (immaginazione guidata, immagini, video, simulazioni VR).
- Se la persona evita del tutto il volo, considerare la VRET come alternativa iniziale all’esposizione in vivo, per ridurre l’ansia progressivamente.
- Se la paura è molto intensa, valutare insieme al terapeuta la possibile combinazione con farmaci o con tecniche brevi come OST — ma sempre come parte di un piano più ampio.
- Usare eventuali rimedi naturali (es. tisane rilassanti, erbe calmanti) come supporto aggiuntivo — per esempio nella fase preparatoria, durante l’attesa, o prima del volo — ma con aspettative realistiche e senza considerarli come cura.
In sintesi
- La tentazione di affidarsi a rimedi “naturali” per calmare la paura di volare è comprensibile. Tuttavia,come suggerisce la letteratura clinica, la paura di volare è spesso una fobia specifica che richiede un trattamento strutturato e mirato, non meramente un ansiolitico da banco.
- La “gold standard” resta la terapia cognitivo-comportamentale con esposizione graduale, in vivo o in realtà virtuale, possibilmente integrata con tecniche di rilassamento, ristrutturazione cognitiva e,se necessario, supporti aggiuntivi.
- I rimedi fitoterapici possono rappresentare un utile complemento, ma vanno considerati con realismo e in un contesto terapeutico più ampio.
- Infine i prodotti omeopatici non hanno nessun effetto reale né esistono evidenze che possano generare un beneficio su problemi medici, psicologi e in particolare sulla paura di volare.
Bibliografia
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- Eaton J., et al. (2018). The assessment and treatment of specific phobias: A review.
- Hofmann SG, Asnaani A, Vonk IJ, Sawyer AT, Fang A. The Efficacy of Cognitive Behavioral Therapy: A Review of Meta-analyses. Cognit Ther Res. 2012 Oct 1;36(5):427-440. doi: 10.1007/s10608-012-9476-1. Epub 2012 Jul 31. PMID: 23459093; PMCID: PMC3584580.XR
- Zlomke K., Davis M. (2008). One-Session Treatment of Specific Phobias: A Detailed Analysis. ScienceDirect
- Wang H-I., Wright B., Tindall L., Cooper C., et al. (2022). Cost and effectiveness of one-session treatment (OST) for children and young people with specific phobias compared to multi-session CBT. BioMed
Dott.Igor Graziato
Past Vice President
Ordine Psicologi Piemonte
Psicologo del lavoro e delle organizzazioni
Specialista in Psicoterapia
Virtual Reality Therapist
REB HP Register for Evidence-Based Hypnotherapy & Psychotherapy
AAvPA Member Australian Aviation Psychology Association
APA Member American Psychological Association
ABCT Member Association for Behavioral and Cognitive Therapies
Division 30 Society of Psychological Hypnosis (APA)
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