DODAR: il modello di decision making dei piloti

Nel mondo dell’aviazione civile, le decisioni più importanti vengono spesso prese in pochi secondi, sotto pressione, con informazioni incomplete e conseguenze potenzialmente irreversibili. È uno scenario complesso ed estremo, ma proprio per questo l’aviazione ha sviluppato, nel tempo, alcuni dei modelli decisionali più solidi e affidabili mai applicati all’essere umano. Uno di questi modelli si chiama DODAR.
Non è solo un acronimo tecnico da manuale di volo: è una vera e propria framework cognitivo, utilizzato quotidianamente dai piloti per gestire gli eventi imprevisti, le emergenze e le situazioni complesse. Ed è applicabile anche al mondo aziendale, manageriale e alla vita reale. Gli ausili mnemonici, acronimi, aforismi, checklist, supporti visivi e procedure strutturate, rappresentano uno degli strumenti più efficaci con cui l’aviazione ha imparato a gestire i limiti cognitivi umani in contesti ad alta complessità e pressione temporale. Ridurre questi supporti a semplici “trucchetti” sarebbe un grave errore. In realtà, essi svolgono una funzione chiave nel controllo del carico mentale (overload), nella prevenzione degli errori e nel mantenimento della situational awareness (consapevolezza situazionale), soprattutto quando lo stress, l’urgenza o l’incertezza minacciano la qualità del processo decisionale.
Prendere decisioni efficaci in un contesto destrutturato
Pensiamo a uno degli episodi più noti della storia dell’aviazione: il volo US Airways 1549, l’Airbus A320 ammarato nel fiume Hudson nel 2009 dopo l’impatto con uno stormo di uccelli (bird strike). Dal momento della perdita di spinta di entrambi i motori alla presa di decision trascorrono solo tre minuti e mezzo. Non c’era tempo per analisi infinite, né per improvvisazioni emotive. C’era bisogno di un metodo cognitivio strutturato per gestire una situazione di stress elevato. È esattamente qui che entra in gioco il DODAR oltre che le competenze specifiche e le "no techcinal skills".
Che cos’è il DODAR?
DODAR è un modello di decision making utilizzato in aviazione per gestire problemi inattesi. L’acronimo significa:
- D – Diagnose (diagnosticare)
- O – Options (generare opzioni)
- D – Decide (decidere)
- A – Assign tasks & Act (assegnare compiti e agire)
- R – Review (rivedere e monitorare)
Il suo obiettivo non è trovare la decisione perfetta, ma ridurre gli errori cognitivi, evitare scorciatoie mentali pericolose e mantenere il controllo anche quando il carico mentale è elevato.
1. Diagnose – capire davvero cosa sta succedendo
Il primo passo è diagnosticare il problema, distinguendo i sintomi dalle cause. In aviazione questo è cruciale: una perdita di quota, una vibrazione o un allarme non sono il problema in sé, ma segnali di qualcosa di più profondo. Una diagnosi affrettata porta a decisioni sbagliate, anche se eseguite bene. Dal punto di vista psicologico e manageriale, questa fase serve a contrastare:
- bias di conferma
- reazioni impulsive
- interpretazioni emotive premature
Una regola chiave dell’aviazione è semplice ma efficace:
se la diagnosi è sbagliata gli step successivi andranno a creare una serie di errori.
2. Options – generare alternative
Solo dopo aver analizzato e compreso la situazione, il team passa a generare
opzioni possibili. Non si decide ancora. Si esplora. In questa fase i piloti includono sempre anche la
“do nothing option”, cioè non fare nulla, valutandone rischi e benefici. È un antidoto importante che contrasta l’azione impulsiva, molto comune sotto stress. Un aspetto interessante, utile anche ai decisori aziendali, è l’approccio via negativa:
prima di chiedersi “cosa fare?”, ci si chiede
“cosa sicuramente NON dobbiamo fare?”. Evitare errori fatali è spesso più importante che cercare soluzioni brillanti.
3. Decide – scegliere e assumersi la responsabilità
A questo punto si prende una decisione. Non perché sia perfetta, ma perché è la migliore tra quelle disponibili in quel momento. Nel cockpit, la decisione finale spetta al comandante, ma:
- viene verbalizzata
- viene spiegata
- viene condivisa con il copilota
Questo aumenta la coerenza del team e riduce i conflitti operativi. Per manager e leader è un passaggio cruciale: decidere significa anche comunicare il perché, non solo il cosa.
4. Assign tasks & Act – trasformare la decisione in azione
Una decisione non implementata è inutile. In aviazione, ogni scelta viene tradotta immediatamente in compiti chiari, assegnati a persone specifiche:
- chi comunica con il controllo del traffico
- chi gestisce l’aeromobile
- chi informa l’equipaggio e i passeggeri
Questo riduce l’ambiguità, il sovraccarico cognitivo e la dispersione di responsabilità. Un principio estremamente attuale anche nei contesti organizzativi complessi.
5. Review – monitorare e correggere
Il DODAR si conclude con una fase di revisione. La fase di review serve a verificare se:
- la diagnosi iniziale era corretta
- la situazione è cambiata
- sono emerse nuove informazioni
Se qualcosa non funziona, si riparte con un nuovo DODAR. Senza attribuire delle colpe, senza essere influenzati dall'ego e senza rigidità. Questa è una delle basi della safety culture aeronautica: la capacità di rivedere le proprie decisioni senza vivere questo evento come una sconfitta.
Perché il DODAR funziona (anche al di fuori del contesto dell’aviazione)
Dal punto di vista psicologico, il DODAR:
- struttura il pensiero sotto stress
- riduce l’impatto delle emozioni intense
- rende il processo decisionale esplicito e condiviso
- favorisce il lavoro in team
Il limite principale è che richiede tempo e disciplina mentale. Per un decisore esperto, alcune fasi possono sembrare “ovvie”. Ma l’esperienza insegna che le scorciatoie cognitive sono spesso la causa degli errori più gravi. Nel caso del volo sull’Hudson, Chesley “Sully” Sullenberger probabilmente non ha ripetuto mentalmente ogni lettera del DODAR. Ha agito grazie a una competenza diventata in parte automatica dopo migliaia di ore di volo. Ma quando qualcosa va davvero storto, una domanda rimane centrale, anche fuori dall’aviazione: preferiamo giustificare una decisione dicendo “mi sembrava giusto” oppure “ho seguito un processo strutturato e verificabile”? In SkyConfidence lavoriamo anche su questo punto: aiutare persone, professionisti e decisori a comprendere come funziona la mente sotto stress, e a trasformare modelli nati per la sicurezza del volo in strumenti utili anche nella vita e nel lavoro. Perché la sicurezza, prima ancora che tecnica, è sempre una questione di decisioni umane.
Sintesi
- Nel mondo dell’aviazione le decisioni critiche vengono prese in condizioni estreme: poco tempo, forte pressione, informazioni incomplete. Per gestire questi limiti umani, l’aviazione ha sviluppato modelli decisionali strutturati, tra cui il DODAR, uno dei più efficaci.
- Il DODAR non è un semplice acronimo operativo, ma un framework cognitivo che aiuta a mantenere controllo, lucidità e consapevolezza situazionale quando il carico mentale è elevato. Attraverso le fasi di diagnosi, generazione delle opzioni, decisione, assegnazione dei compiti e revisione, il modello riduce bias cognitivi, impulsi emotivi e errori sotto stress.
- Il caso del volo US Airways 1549 dimostra come, in pochi minuti, un processo decisionale strutturato possa fare la differenza tra il caos e una gestione efficace dell’emergenza. Il valore del DODAR non sta nel trovare la decisione “perfetta”, ma nel seguire un processo solido, condiviso e verificabile.
- Dal punto di vista psicologico, il DODAR funziona perché struttura il pensiero, favorisce il lavoro di team e consente di rivedere le decisioni senza rigidità o colpa. Per questo motivo, il modello è applicabile anche al mondo manageriale e nella vita quotidiana.
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Dott.Igor Graziato
Past Vice President
Ordine Psicologi Piemonte
Psicologo del lavoro e delle organizzazioni
Specialista in Psicoterapia
Virtual Reality Therapist
REB HP Register for Evidence-Based Hypnotherapy & Psychotherapy
AAvPA Member Australian Aviation Psychology Association
APA Member American Psychological Association
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Division 30 Society of Psychological Hypnosis (APA)
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