Esposizione dei piloti alla radiazione ultravioletta in cabina di pilotaggio

Esposizione dei piloti alla radiazione ultravioletta in cabina di pilotaggio

Numerosi studi epidemiologici  hanno documentato un’incidenza significativamente aumentata di melanoma cutaneo tra i piloti di linea rispetto alla popolazione generale. Le spiegazioni proposte sono multifattoriali  e includono i fattori individuali, genetici, comportamentali ed ambientali. Tra questi, l’esposizione professionale alla radiazione ultravioletta (UV) durante il volo rappresenta un potenziale fattore di rischio ancora non completamente chiarito. Tradizionalmente, l’attenzione si è concentrata sulla radiazione UVB (280–315 nm), ben nota per il suo ruolo diretto nella carcinogenesi  cutanea. Tuttavia, i parabrezza degli aeromobili moderni bloccano efficacemente l’UVB. Meno chiaro è invece il comportamento della radiazione UVA (315–400 nm), in particolare della sua componente UVA1 (340–400 nm), che penetra più in profondità nella pelle e contribuisce a danni indiretti al DNA attraverso meccanismi ossidativi. Lo studio di Emslie, Liley e Johnston (2025), pubblicato su Aerospace Medicine and Human Performance, affronta questo questo tema analizzando la trasmissione della radiazione UVA attraverso i parabrezza e i finestrini della cabina di pilotaggio (cockpit) di aeromobili commerciali in condizioni operative reali.

Perché questo tema è rilevante per la psicologia dell’aviazione

Dal punto di vista della psicologia dell’aviazione e dei fattori umani, l’esposizione a rischi ambientali “invisibili” come la radiazione UVA presenta caratteristiche particolarmente insidiose:

  • assenza di segnali percettivi immediati (non vi è calore né dolore);
  • bassa salienza cognitiva rispetto a rischi più immediatamente operativi;
  • normalizzazione dell’esposizione in contesti routinari;
  • sottovalutazione del rischio cumulativo nel lungo periodo.

Questi elementi favoriscono dei meccanismi di risk attenuation, ben noti nella letteratura sui sistemi socio-tecnici complessi, in cui un rischio reale tende a essere progressivamente ignorato perché non interferisce con la performance immediata.

Metodologia dello studio

Lo studio ha adottato un disegno osservazionale in volo. Gli autori hanno utilizzato uno spettrometro per misurare la trasmissione spettrale della radiazione UVA attraverso i parabrezza di cabina di pilotaggio in 15 aeromobili Airbus A320/A321, durante 39 voli diurni.

Sono stati analizzati:

  • sei parabrezza per aeromobile (frontali, laterali e posteriori);
  • condizioni operative reali, prevalentemente su rotte da e per Auckland (Nuova Zelanda);
  • tassi di dose UVA e UVA1 ponderati biologicamente, stimando l’esposizione cutanea dei piloti.

Questo approccio consente di superare i limiti degli studi di laboratorio, introducendo variabili ambientali  reali come angolo solare, quota, orientamento dell’aeromobile e uso dei visori laterali. I risultati mostrano una forte eterogeneità nella capacità di schermatura UVA dei diversi parabrezza di cabina:

  • i parabrezza frontali bloccano efficacemente la radiazione UVA;
  • alcuni finestrini laterali e posteriori consentono la trasmissione di UVA sopra i 350 nm;
  • la luce diffusa all’interno della cabina contribuisce a livelli trascurabili di UVA;
  • la luce diretta attraverso finestrini poco schermanti può generare dosi di UVA1 fino a 2,29 mW/cm² sulla cute esposta;
  • l’uso dei visori laterali elimina quasi completamente la trasmissione di UVA.

Questi dati indicano che l’esposizione non è uniforme, ma dipende da fattori specifici: dalla posizione del pilota, dall'orientamento solare, dal tipo di finestrino e dal comportamento operativo. Dal punto di vista cognitivo, il rischio UVA presenta tutte le caratteristiche di un pericolo latente:

  • non interferisce con la missione;
  • non produce feedback immediati;
  • non è incluso esplicitamente nella formazione standard dei piloti;
  • è percepito come “secondario” rispetto a carichi operativi, decisioni tattiche e gestione della safety immediata.

Questo favorisce una cecità selettiva al rischio simile a quella osservata per altri fattori cronici (fatigue subclinica, stress cumulativo, rumore, vibrazioni). In termini di safety psychology, si tratta di un rischio non salient hazard, che richiede contromisure sistemiche più che affidarsi alla sola responsabilità individuale.

Implicazioni operative e preventive

Lo studio suggerisce interventi a più livelli:

a livello di progettazione

  • standardizzare la capacità di schermatura UVA di tutti i parabrezza di cabina, non solo quelli frontali.

a livello organizzativo

  • includere il tema dell’esposizione UVA nella formazione aeromedica;
  • promuovere l’uso sistematico dei visori laterali quando il sole colpisce direttamente la cabina.

a livello individuale

  • utilizzo di protezione solare sulle aree cutanee esposte (volto, collo, avambracci);
  • sviluppo di una maggiore consapevolezza del rischio cumulativo.

Dal punto di vista psicologico, è fondamentale spostare il rischio UVA  da una categoria di “rumore di fondo” a una variabile riconosciuta del contesto operativo, integrandola nella cultura della safety e della salute occupazionale.

Limiti dello studio e sviluppi futuri

Gli autori della ricerca riconoscono alcuni limiti:

  • analisi limitata a un singolo tipo di aeromobile;
  • campione geografico circoscritto;
  • assenza di correlazioni dirette con biomarcatori cutanei.

Viene quindi raccomandata un’estensione dello studio ad altri aeromobili commerciali e a differenti condizioni operative, inclusi voli a latitudini più elevate e con differenti configurazioni di cabina.

Sintesi
  • Lo studio di Emslie e colleghi fornisce evidenze solide che l’esposizione occupazionale alla radiazione UVA in cabina di pilotaggio è reale, variabile e potenzialmente rilevante dal punto di vista sanitario.
  • Dal punto di vista della psicologia dell’aviazione, questo rischio rappresenta un classico esempio di pericolo cronico, poco percepito e scarsamente integrato nei modelli mentali dei piloti.
  • Affrontarlo efficacemente richiede un approccio sistemico che integri progettazione, procedure, formazione e consapevolezza psicologica, coerente con una visione moderna della safety come proprietà emergente del sistema uomo–macchina–organizzazione.
Bibliografia

Emslie NA, Liley JB, Johnston P. Pilot Ultraviolet A Exposures in the Cockpit of Flying Commercial Aircraft. Aerosp Med Hum Perform. 2025 Sep;96(9):803-809. doi: 10.3357/AMHP.6647.2025. PMID: 40925638.

Dott.Igor Graziato

Past Vice President Ordine Psicologi Piemonte

Psicologo del lavoro e delle organizzazioni

Specialista in Psicoterapia

Virtual Reality Therapist

REB HP Register for Evidence-Based Hypnotherapy & Psychotherapy
AAvPA Member Australian Aviation Psychology Association

APA Member American Psychological Association

ABCT Member Association for Behavioral and Cognitive Therapies

Division 30 Society of Psychological Hypnosis (APA)

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