Stress, safety climate e resilienza operativa nei piloti di linea

Stress, safety climate e resilienza operativa nei piloti di linea

Nel dibattito contemporaneo sulla sicurezza del volo, il termine "resilienza" viene spesso utilizzato in modo generico, come sinonimo di "resistenza allo stress" o "tenuta psicologica". Tuttavia, una recente ricerca pubblicata su Frontiers in Psychology (Wu F, Lai M, Li M., 2025) propone una lettura molto più precisa e operativa di questo concetto, collocandolo al centro dei sistemi di sicurezza dell'aviazione civile. Lo studio, condotto su 210 piloti di linea dell'aviazione civile cinese, dimostra che la resilienza professionale non è un tratto di personalità né una semplice risposta allo stress, bensì il risultato di un processo dinamico  di gestione della conoscenza, mediato dal comportamento di sicurezza e modulato dal contesto organizzativo.

Resilienza professionale: un costrutto multidimensionale

Gli autori adottano una definizione di career resilience coerente con i modelli più evoluti di psicologia del lavoro e dei sistemi complessi. La resilienza del pilota viene descritta come la capacità di:

  • mantenere stabilità emotiva sotto pressione;
  • adattare il comportamento operativo a contesti in rapido cambiamento;
  • aggiornare le proprie mappe cognitive in risposta a nuove tecnologie, procedure e scenari.

La resilienza non è quindi solo “recupero dopo un evento critico”, ma un adattamento continuo lungo l’intero ciclo di carriera. In questo senso, lo studio evidenzia tre dimensioni integrate della resilienza: affettiva, comportamentale e cognitiva, tutte significativamente influenzate da un fattore chiave ovvero la personal knowledge management ability.

Personal Knowledge Management Ability come fattore di sicurezza

Il cuore dello studio risiede nel concetto di personal knowledge management ability. Con questo termine gli autori indicano l’insieme delle capacità che permettono al pilota di:

  • individuare i propri bisogni di conoscenza;
  • acquisire informazioni rilevanti;
  • valutarne l’affidabilità e l’utilità;
  • organizzarle e archiviarle in modo strutturato;
  • applicarle in contesti operativi reali;
  • trasformarle in nuova conoscenza attraverso l’esperienza.

L’analisi statistica mostra che questa capacità ha un effetto diretto e robusto sulla resilienza professionale dei piloti (β = 0.654, p < 0.001). In termini pratici, i piloti che sanno gestire attivamente la propria conoscenza sono più stabili emotivamente, più adattabili sul piano cognitivo  e più orientati allo sviluppo professionale nel lungo periodo.

Perché la conoscenza da sola non basta?

Un elemento centrale dello studio è il ruolo mediatore del safety behavior. Gli autori dimostrano che la conoscenza non si traduce automaticamente in resilienza: deve prima trasformarsi in comportamento osservabile. Prima di entrare nel dettaglio, è utile chiarire cosa si intende per comportamento di sicurezza nel modello proposto. Gli autori distinguono due componenti fondamentali, che insieme costituiscono il ponte tra sapere e sicurezza operativa:

  • safety compliance, ovvero l’adesione rigorosa a procedure, standard e regole operative;
  • safety participation, cioè il contributo attivo alla sicurezza attraverso condivisione, segnalazione e coinvolgimento.

Queste due forme di comportamento svolgono una funzione complementare. La prima  protegge le risorse esistenti, evitando errori e perdite; la seconda  consente l’accrescimento delle risorse attraverso l’apprendimento collettivo. È proprio questa trasformazione della conoscenza in azione sicura che consente alla resilienza di emergere come proprietà stabile del sistema individuo–ambiente. In altre parole, la resilienza non nasce dal sapere, ma dal sapere agito.

Stress e safety climate: quando “più” non significa “meglio”

Uno dei risultati più interessanti dello studio riguarda il ruolo del contesto organizzativo. Gli autori mostrano che sia il safety climate sia il work pressure esercitano un effetto di moderazione non lineare sulla relazione tra gestione della conoscenza e resilienza. Prima di elencare i risultati, è importante chiarire il messaggio di fondo: né lo stress né la protezione organizzativa sono intrinsecamente negativi o positivi. Il loro effetto dipende dall’intensità. I dati evidenziano infatti una relazione a U rovesciata:

  • a livelli bassi di stress o di safety climate, il pilota compensa investendo maggiormente nelle proprie risorse cognitive;
  • a livelli moderati, la gestione della conoscenza raggiunge la massima efficacia e la resilienza è massimizzata;
  • a livelli elevati, si osserva un effetto opposto: sovraccarico cognitivo o eccessiva dipendenza dal sistema riducono l’efficacia delle risorse individuali.

Questo risultato è particolarmente rilevante per l’aviazione moderna, perché suggerisce che sistemi eccessivamente protettivi possono, paradossalmente, indebolire la resilienza individuale, favorendo rigidità cognitiva e riducendo l’iniziativa personale.

Implicazioni per la sicurezza del volo

I risultati dello studio hanno implicazioni dirette per il modo in cui la sicurezza viene progettata, insegnata e mantenuta. In sintesi, la ricerca suggerisce che:

  • la resilienza dei piloti è una risorsa strategica per la safety, non un fattore accessorio;
  • la gestione della conoscenza è una competenza chiave, al pari delle abilità tecniche;
  • il comportamento di sicurezza è il vero snodo tra sapere e prestazione sicura;
  • il contesto organizzativo deve stimolare, non sostituire, l’adattamento individuale.

In chiusura, emerge un messaggio chiaro: la sicurezza del volo non dipende solo da procedure, automazione o controllo, ma dalla capacità dei piloti di trasformare la conoscenza in comportamento adattivo, mantenendo un equilibrio dinamico tra risorse personali e supporto organizzativo.

Sintesi

  • Lo studio analizzato offre una cornice teorica e empirica solida per ripensare il rapporto tra psicologia, sicurezza e sviluppo professionale in aviazione.
  • La metafora proposta dagli autori (Knowledge as "wings" and resilience as "armor") sintetizza efficacemente il cuore del messaggio: senza ali non si vola, ma senza "armatura" non si resiste agli impatti.
  • Per il mondo dell’aviazione, questo significa riconoscere che investire nella gestione della conoscenza e nella resilienza non è un intervento “soft”, ma una scelta strutturale di sicurezza.
Bibliografia

Wu F, Lai M, Li M. Knowledge as "wings" and resilience as "armor": a study on the impact of civil aviation pilots' personal knowledge management abilities on career resilience. Front Psychol. 2025 Oct 29;16:1672381. doi: 10.3389/fpsyg.2025.1672381. PMID: 41235267; PMCID: PMC12605170.

Dott.Igor Graziato

Past Vice President Ordine Psicologi Piemonte

Psicologo del lavoro e delle organizzazioni

Specialista in Psicoterapia

Virtual Reality Therapist

REB HP Register for Evidence-Based Hypnotherapy & Psychotherapy
AAvPA Member Australian Aviation Psychology Association

APA Member American Psychological Association

ABCT Member Association for Behavioral and Cognitive Therapies

Division 30 Society of Psychological Hypnosis (APA)

Hai paura di volare o vuoi capire meglio come funziona SkyConfidence?
Prenota
una videocall gratuita di 20 minuti: faremo insieme il punto della situazione e potrai scoprire il percorso più adatto a te. Il primo passo per trasformare la paura in libertà e scoprire il piacere di volare comincia da qui.
Prenota ora.

Studio divulgativo su monitoraggio fisiologico in alta quota: saturazione di ossigeno, respirazione
Autore: Igor Graziato 2 febbraio 2026
Studio divulgativo su monitoraggio fisiologico in alta quota: saturazione di ossigeno, respirazione e risposte compensatorie all’ipossia nei piloti.
DODAR: il modello di decision making dei piloti di linea
Autore: Igor Graziato 24 gennaio 2026
Scopri il metodo DODAR usato dai piloti per decidere sotto pressione. Un modello efficace per aviazione, management e situazioni critiche.
Oltre il mito di Sully: il caso US Airways 1549 e la sicurezza in aviazione
Autore: Igor Graziato 21 gennaio 2026
Oltre il mito di Sully, un’analisi del caso US Airways 1549 tra decision making sotto pressione, human factors, CRM e sicurezza del volo.
Esistono programmi di realtà virtuale per chi ha paura di volare?
Autore: Igor Graziato 30 dicembre 2025
Esistono programmi di realtà virtuale per la paura di volare? Scopri come la VRET e il metodo SkyConfidence aiutano a superare l’aviofobia in modo efficace.
Come il simulatore di volo migliora le abilità percettivo-motorie dei piloti
Autore: Igor Graziato 29 dicembre 2025
Come il simulatore di volo migliora le abilità percettivo-motorie dei piloti: evidenze scientifiche, psicologia dell’aviazione e implicazioni per la formazione.
Workload nei piloti: cosa cambia tra il volo reale e il simulatore
Autore: Igor Graziato 23 dicembre 2025
Analisi del workload nei piloti: differenze tra simulatore e volo reale, carico mentale, sincronizzazione fisiologica istruttore-allievo e implicazioni per la sicurezza del volo e la formazione.
Esposizione dei piloti alla radiazione ultravioletta in cabina di pilotaggio
Autore: Igor Graziato 22 dicembre 2025
Esposizione dei piloti alla radiazione UVA in cabina: evidenze scientifiche, rischi invisibili e implicazioni per safety, salute e psicologia dell’aviazione.
Fatigue nei piloti militari: rischi cognitivi e sistema GOE-Stim
Autore: Igor Graziato 19 dicembre 2025
Analisi scientifica della fatigue nei piloti militari: rischi cognitivi, sicurezza del volo e sistema GOE-Stim basato su EOG e neuromodulazione.
La fatigue nelle operazioni di medio raggio: limiti dei modelli FRMS
Autore: Igor Graziato 17 dicembre 2025
La fatigue nelle operazioni di medio raggio è spesso sottovalutata dai modelli FRMS. Un’analisi psicologica e scientifica sulla compound fatigue nei piloti, oltre il solo sonno, con implicazioni concrete per sicurezza del volo, compagnie aeree e formazione.
Maschere d’ossigeno a bordo: sicurezza, funzionamento e miti da sfatare
Autore: Igor Graziato 10 dicembre 2025
Scopri come funzionano le maschere d’ossigeno in aereo, perché si attivano, cosa fare in caso di depressurizzazione e perché non indicano che l’aereo è in pericolo.
Show More