Trombosi Venosa Profonda e viaggi in aereo: rischi e prevenzione

Trombosi Venosa Profonda e viaggi in aereo: rischi e prevenzione

I viaggi in aereo hanno visto una crescita esponenziale nell'ultimo decennio, con 3,5 miliardi di passeggeri che hanno volato globalmente solo nel 2015. Tuttavia, questo progresso ha portato a un aumento delle complicazioni sanitarie  legate al volo, in particolare durante i voli a lungo raggio. Tra queste, il Trombo Embolismo Venoso (TEV), che comprende la trombosi venosa profonda (TVP) e l'embolia polmonare (EP), è particolarmente preoccupante a causa della sua gravità potenziale e della difficoltà di diagnosi precisa. Vediamo insieme le cause, i rischi e le misure preventive per il TEV correlato al volo, basandosi su una revisione dettagliata della letteratura scientifica esistente.

Epidemiologia del Trombo Embolismo Venoso nei viaggi aerei

Definire la reale incidenza del TEV correlato ai voli è complesso. Esistono variabilità negli studi riguardo ai metodi diagnostici, alla definizione della durata del volo e ai periodi di follow-up per i sintomi. La maggior parte dei casi si verifica entro due settimane dall’atterraggio, con un picco intorno al quarto giorno e un rischio residuo fino a quattro settimane. Una meta-analisi su 14 studi ha evidenziato un aumento del rischio relativo di TVP di 2,8 volte durante i voli a lungo raggio. Tuttavia, il rischio assoluto rimane basso, con TVP sintomatiche che colpiscono circa 1 passeggero ogni 4.500 voli a lungo raggio. Alcuni passeggeri con fattori di rischio specifici presentano probabilità significativamente più alte:

  • Passeggeri che hanno recentemente subito un intervento chirurgico: in questo caso il rischio aumentato fino a 20 volte.
  • Pazienti oncologici: rischio fino a 18 volte superiore.
  • Uso di contraccettivi orali: le donne che li assumono hanno un rischio 40 volte maggiore di sviluppare TVP durante voli lunghi.

Il TEV correlato al volo deriva da una combinazione di fattori che inducono stasi venosa, ipercoagulabilità e danno endoteliale. I principali contributori includono:

  1. Ipossia: la pressione in cabina, mantenuta a livelli simili a un’altitudine di 1.800–2.400 metri, riduce i livelli di ossigeno, innescando la coagulazione attraverso vie tromboplastiniche.
  2. Immobilità prolungata: le posizioni sedute limitano il flusso sanguigno nelle gambe, aggravando la stasi venosa.
  3. Disidratazione: la bassa umidità in cabina aumenta la viscosità del sangue, favorendo la formazione di coaguli.

L’interazione di questi fattori, soprattutto nei soggetti a rischio, aumenta significativamente la probabilità di TEV.

Quali sono i fattori di rischio del Trombo Embolismo Venoso?

Alcuni aspetti relativi al volo e alle caratteristiche dei passeggeri aumentano il rischio di TEV:

  • Durata del volo: il rischio aumenta del 26% ogni due ore aggiuntive di volo.
  • Posizione del sedile: i passeggeri nei posti vicino al finestrino affrontano un rischio doppio, soprattutto se obesi.
  • Fattori ormonali e fisiologici: gravidanza, terapie ormonali e sesso femminile sono fattori di rischio indipendenti.
  • Condizioni mediche: recenti interventi chirurgici, cancro attivo, obesità (IMC ≥ 30) e trombofilie aumentano significativamente il rischio.

Sebbene non sia attualmente raccomandata una profilassi universale, strategie mirate possono ridurre il rischio di TEV per i passeggeri ad alto rischio:

Misure generali:

  • Promuovere il movimento: camminare e fare esercizi per i muscoli del polpaccio riducono la stasi venosa.
  • Mantenere l’idratazione: preferire acqua o succhi di frutta a bevande diuretiche come caffè o alcolici.
  • Scelta del posto: i sedili sul corridoio facilitano i movimenti.

Calze elastiche a compressione graduata (GECS):

  • Studi dimostrano che le GECS riducono l’incidenza di TVP asintomatiche. Sono particolarmente efficaci per i passeggeri ad alto rischio, fornendo una compressione di 15–30 mmHg alla caviglia.

Profilassi farmacologica:

  • Eparina a Basso Peso Molecolare (EBPM): somministrata per via sottocutanea (1 mg/kg) prima della partenza, può ridurre il rischio di TEV, ma richiede una valutazione individuale del rapporto rischio-beneficio.
  • Anticoagulanti Orali Diretti (DOAC): sebbene teoricamente vantaggiosi per facilità d'uso, l'efficacia dei DOAC nella profilassi del TEV correlato ai voli non è ancora dimostrata.

Per questa ragione è importante una valutazione medica generale nel caso si soffra di determinate patologie e soprattutto prima di intraprendere un lungo viaggio in aereo.

In sintesi

  • Nonostante i progressi nella comprensione dei rischi del TEV nei viaggi aerei, permangono molte incertezze sulle migliori pratiche profilattiche.
  • Determinare quali passeggeri traggano maggiori benefici dalle misure preventive rimane una sfida. La valutazione dei rischi deve essere personalizzata, bilanciando benefici, costi e possibili complicanze.
  • La ricerca futura è essenziale per stabilire linee guida più chiare e migliorare la sicurezza dei passeggeri durante i voli a lungo raggio.

Bibliografia

Marques MA, Panico MDB, Porto CLL, Milhomens ALM, Vieira JM. Venous thromboembolism prophylaxis on flights. J Vasc Bras. 2018 Jul-Sep;17(3):215-219. doi: 10.1590/1677-5449.010817. PMID: 30643507; PMCID: PMC6326126.

Dott.Igor Graziato

Past Vice President Ordine Psicologi Piemonte

Psicologo del lavoro e delle organizzazioni

Specialista in Psicoterapia

Virtual Reality Therapist

REB HP Register for Evidence-Based Hypnotherapy & Psychotherapy
AAvPA Member Australian Aviation Psychology Association

APA Member American Psychological Association

ABCT Member Association for Behavioral and Cognitive Therapies

Division 30 Society of Psychological Hypnosis (APA)

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