90 secondi: la regola d’oro della sicurezza aerea

90 secondi: la regola d’oro della sicurezza aerea

Le certificazioni aeronautiche impongono che un aereo con più di 44 passeggeri dimostri l’evacuazione entro 90 secondi usando non più della metà delle uscite disponibili. Il lavoro analizzato studia se le simulazioni agent-based (software PATHFINDER) possano riprodurre in modo realistico il comportamento dei passeggeri e quindi supportare o talvolta sostituire prove fisiche rischiose e costose.  Studi di psicologia delle emergenze (Muir & Cobbett, 1996; Galea et al., 2003) indicano che il panico incontrollato è più raro di quanto si creda. Nella maggior parte dei casi i passeggeri mostrano un comportamento “socialmente ordinato”: seguono gli altri, imitano chi sembra sicuro, attendono istruzioni. Questo però può rallentare i flussi, perché guardare cosa fanno gli altri ritarda la propria azione.

l tempo di reazione in caso d'emergenza

Uno dei dati più rilevanti nelle simulazioni è il ritardo nello sgancio delle cinture e nel mettersi in piedi. Bastano pochi secondi di esitazione  – tipici di chi è spaventato o disorientato – per far superare la soglia dei 90 secondi. La ricerca mostra che gli anziani, o chi ha bassa familiarità col il volo, hanno tempi di reazione più lunghi (Averill et al., 2005).

Quando i bagagli influenzano la sicurezza del volo civile

Un altro elemento psicologico ricorrente è il desiderio di portare con sé i bagagli a mano. È un comportamento automatico di “protezione dei propri beni”, rinforzato dall’abitudine a non separarsene. Le simulazioni e gli incidenti reali (es. British Airways 2276, Las Vegas 2015) hanno mostrato come questo possa bloccare corridoi e porte, con effetti disastrosi sul rispetto dei 90 secondi.

L’influenza sociale

La psicologia sociale evidenzia che, in emergenza, il comportamento è fortemente guidato da norme implicite e segnali degli altri. Se un gruppo resta seduto o esita, gli altri tendono a fare lo stesso (effetto “social proof”). Al contrario, la voce ferma dell’equipaggio e i segnali visivi possono trasformarsi in ancore cognitive che spingono a reagire più velocemente.

Ansia e preparazione

La ricerca su fobie e ansia (inclusa la paura di volare) conferma che l’ansia anticipatoria può portare a freezing o ipervigilanza in emergenza. Una safety demo  chiara, il training dell’equipaggio e – dal lato clinico – percorsi mirati (che utilizzino anche la realtà virtuale) aiutano a ridurre i tempi di indecisione. La scienza psicologica dimostra che il comportamento umano è la vera variabile critica: per questo preparazione, consapevolezza e training fanno la differenza tra un’evacuazione entro 90 secondi e una che li supera.

Perché è importante questa ricerca

Storicamente, molte vittime in incidenti “sopravvivibili” avvengono dopo l’impatto, per fumo/ustioni legate a evacuazioni lente; un’evacuazione tempestiva può aumentare drasticamente la sopravvivenza. Capire quali parametri umani e comportamentali pesano di più sui tempi consente progettazione cabina, procedure e training più efficaci.

Consigli per le compagnie aeree

Formazione comportamentale dell’equipaggio

  • La voce ferma e le istruzioni chiare del personale di cabina sono “ancore cognitive” che riducono esitazioni (Galea et al., 2003). Addestrare l’equipaggio non solo a gestire procedure, ma anche a modulare comunicazione e tono, accelera le reazioni dei passeggeri.

Demo di sicurezza più efficaci

  • La psicologia dell’attenzione ci ricorda che messaggi monotoni vengono spesso ignorati. Una safety demo più interattiva, visiva e coinvolgente aumenta la memorizzazione e riduce i tempi di reazione reali.

Design e segnaletica cabina

  • Studi di evacuazione simulata (Averill et al., 2005) evidenziano che i segnali visivi luminosi e dinamici guidano meglio i passeggeri rispetto a cartelli statici. Investire in percorsi luminosi intuitivi può fare la differenza.

Gestione del fattore bagagli

  • Le compagnie dovrebbero inserire avvisi chiari e ripetuti, non solo pre-volo ma anche durante le emergenze, sul lasciare i bagagli a bordo. Campagne video o demo “shock” potrebbero ridurre il riflesso automatico di recuperarli.
  • Supporto ai passeggeri ansiosi durante la safety demo
    Chi ha paura di volare tende spesso a evitare di guardare o ascoltare le istruzioni di sicurezza perché percepite come minacciose. Utilizzare un linguaggio rassicurante, con toni calmi e parole che normalizzino la paura, può trasformare quel momento critico in un’occasione di contenimento emotivo. Un training mirato dell’equipaggio su tecniche comunicative empatiche e inclusive può aiutare i passeggeri ansiosi a sentirsi accompagnati invece che spaventati.
Consigli per i passeggeri
  • Prepararsi mentalmente prima del volo
    Osservare le uscite vicine, memorizzare la propria fila e contare i sedili fino all’uscita più vicina sono strategie semplici che riducono tempi di esitazione.
  • Allenare la risposta psicologica
    Tecniche di respirazione, training sull’ansia o percorsi psicologici (come la Virtual Reality Therapy per chi soffre di aviofobia) riducono il rischio di freezing.
  • Non seguire automaticamente il gruppo
    L’effetto “social proof” porta a copiare gli altri, ma può rallentare. In emergenza, agire rapidamente e con decisione è la scelta più sicura.
  • Lasciare i bagagli
    Proteggere i beni è un riflesso naturale, ma ostacola corridoi e blocca le uscite. Concentrarsi su se stessi e sugli altri passeggeri aumenta le probabilità di sopravvivenza.
Conclusione
  • La ricerca scientifica dimostra che la differenza tra un’evacuazione riuscita e una catastrofe non dipende solo dall’ingegneria aeronautica, ma soprattutto da fattori psicologici.
  • Preparazione, consapevolezza e addestramento — tanto per le compagnie quanto per i passeggeri — possono trasformare quei 90 secondi in una finestra reale di salvezza.
Bibliografia
  • Muir, H. C., & Cobbett, A. M. (1996). Influence of cabin crew commands on passenger evacuation behaviour. Safety Science, 21(2), 111–127.
  • Galea, E. R., Lawrence, P. J., Filippidis, L., Blackshields, D., & Cooney, D. (2003). The influence of exit width and exit separation on aircraft evacuation performance. Human Factors and Aerospace Safety, 3(1), 67–92.
  • Averill, J. D., Mileti, D. S., Peacock, R. D., Kuligowski, E. D., Groner, N., Proulx, G., Reneke, P. A., & Nelson, H. E. (2005). Occupant behavior, egress, and emergency communications. NIST Technical Note 1471.
  • National Transportation Safety Board (2016). Accident Report: British Airways Flight 2276, Boeing 777–236, Las Vegas, NV, September 8, 2015. Washington, DC: NTSB.

Dott.Igor Graziato

Past Vice President Ordine Psicologi Piemonte

Psicologo del lavoro e delle organizzazioni

Specialista in Psicoterapia

Virtual Reality Therapist

REB HP Register for Evidence-Based Hypnotherapy & Psychotherapy
AAvPA Member Australian Aviation Psychology Association

APA Member American Psychological Association

ABCT Member Association for Behavioral and Cognitive Therapies

Division 30 Society of Psychological Hypnosis (APA)

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