Paura di volare e veicoli autonomi: il ruolo della perdita del controllo
L’evoluzione dei sistemi automatizzati e basati sull'AI sta trasformando profondamente il modo in cui gli esseri umani interagiscono con la tecnologia, soprattutto nei contesti ad alto rischio come l’aviazione e la mobilità terrestre. Se da un lato l’automazione promette livelli sempre più elevati di sicurezza oggettiva, dall’altro introduce una variabile psicologica critica: la percezione di perdita di controllo. In ambito aeronautico questo tema è noto da tempo. Il passeggero, a differenza del pilota, vive una condizione di completa dipendenza dal sistema, senza possibilità di intervento diretto. Questa condizione rappresenta uno dei nuclei centrali della paura di volare. Con l’avvento dei veicoli completamente automatizzati, una dinamica analoga si sta progressivamente estendendo alla mobilità quotidiana. Il lavoro di Radun e colleghi (Radun, I., Radun, J., Kaistinen, J., Granroth-Wilding, H., & Lajunen, T. 2026) affronta proprio questa transizione, ponendo una domanda rilevante per la psicologia dell'aviazione e per lo studio dei human factors: la paura di volare può rappresentare un modello per comprendere le reazioni emotive delle persone verso i veicoli autonomi?
Obiettivi dello studio
Lo studio nasce dall’ipotesi che esista una continuità psicologica tra due esperienze apparentemente distinte: volare come passeggero e viaggiare su un veicolo completamente automatizzato. In entrambe le situazioni, infatti, l’individuo si trova privo di controllo diretto sull’esito dell’evento, condizione che i modelli cognitivi dell’ansia identificano come particolarmente vulnerabile. Gli autori si propongono quindi di verificare se le persone con paura di volare siano più inclini a sviluppare una paura anche nei confronti dei veicoli autonomi, ipotizzando un meccanismo di generalizzazione basato sulla percezione condivisa di rischio e incontrollabilità.
Metodologia
L’indagine è stata condotta su un campione rappresentativo della popolazione adulta finlandese, composto da 1.207 partecipanti. I dati sono stati raccolti tramite un panel online gestito da una società di ricerca, con ponderazione statistica per garantire la rappresentatività rispetto a età, genere e area geografica. Ai partecipanti sono state poste due domande centrali: il livello di paura di volare e il livello di paura nel viaggiare su un vei olo completamente automatizzato. Le risposte sono state raccolte su una scala Likert a cinque punti, permettendo una quantificazione continua dell’intensità della paura.
Accanto a queste misure, lo studio ha incluso variabili psicologiche rilevanti, tra cui il locus of control (misurato tramite la Pearlin Mastery Scale), la paura di perdere il controllo in contesti non legati al volo e il grado di fiducia nella tecnologia, in particolare nella affidabilità del software dei veicoli autonomi.
Dal punto di vista dell'analisi dei dati, sono state utilizzate correlazioni e modelli di regressione lineare per valutare il contributo relativo delle diverse variabili nella spiegazione della paura dei veicoli automatizzati.
Risultati
I risultati mostrano un quadro interessante e, per certi aspetti, controintuitivo. Mentre circa il 44,5% dei partecipanti riferisce una certa paura di volare, la percentuale sale drasticamente all’88,2% quando si tratta di immaginare di viaggiare su un veicolo completamente automatizzato . Questo dato suggerisce che la paura associata ai sistemi automatizzati, almeno in forma anticipatoria, è molto più diffusa rispetto alla paura del volo. La relazione tra le due paure è risultata positiva ma debole. La correlazione iniziale (r = 0.246) si riduce ulteriormente quando si controllano variabili come il locus of control e la paura di perdere il controllo, indicando che solo una parte limitata della paura dei veicoli autonomi può essere spiegata dalla paura di volare. Un elemento centrale emerso dall’analisi è il ruolo dominante della fiducia verso la tecnologia. La sfiducia nell’affidabilità del software dei veicoli autonomi rappresenta il predittore più forte della paura, contribuendo in modo sostanziale all’aumento della varianza spiegata nel modello statistico. Al contrario, il locus of control generale non risulta significativamente associato alla paura dei veicoli automatizzati.
Una possibile interpretazione psicologica
Dal punto di vista dei fattori umani, questi risultati offrono spunti di grande rilevanza. Il primo riguarda il meccanismo di generalizzazione della paura. I modelli cognitivi dell’ansia suggeriscono che gli individui tendono a trasferire le proprie reazioni emotive a nuove situazioni che condividono caratteristiche percepite come simili. In questo caso, la somiglianza non è tecnologica ma psicologica: l’assenza di controllo. Tuttavia, il fatto che la correlazione tra le due paure sia relativamente bassa indica che la perdita di controllo, pur essendo un fattore importante, non è sufficiente da sola a spiegare la risposta emotiva. Entra in gioco un secondo elemento fondamentale: la fiducia nel sistema. In ambito aeronautico, questo si traduce nella fiducia nei piloti, nelle procedure e nei sistemi automatici. Nei veicoli autonomi, invece, la fiducia si sposta verso il software e l’intelligenza artificiale, elementi percepiti come meno trasparenti e più difficili da comprendere. Questo aumenta l’incertezza e, di conseguenza, il carico cognitivo anticipatorio. Un altro aspetto rilevante riguarda la situational awareness. Nei sistemi completamente automatizzati, il passeggero dispone di informazioni limitate sul funzionamento del sistema e sulle decisioni in corso. Questa riduzione della consapevolezza situazionale può amplificare la percezione di vulnerabilità, soprattutto in individui già sensibili alla perdita di controllo. Infine, lo studio conferma la natura complessa e multidimensionale della paura. Così come la paura di volare non è riconducibile a un singolo fattore, anche la paura dei veicoli autonomi sembra emergere dall’interazione tra variabili cognitive, emotive e tecnologiche.
Implicazioni per l’aviazione e la sicurezza
Le implicazioni pratiche sono significative. In primo luogo, lo studio evidenzia che la sicurezza percepita non coincide necessariamente con la sicurezza reale. Anche sistemi altamente sicuri possono generare paura se non sono accompagnati da adeguati livelli di fiducia e comprensione. Questo ha ricadute dirette sulla progettazione dei sistemi e sulla comunicazione del rischio. In ambito aeronautico, la gestione della fiducia è già parte integrante delle strategie di sicurezza, ad esempio attraverso il CRM e le procedure di briefing. Analogamente, nei veicoli autonomi sarà necessario sviluppare interfacce e modalità di comunicazione che rendano il sistema più trasparente e prevedibile per l’utente. Dal punto di vista clinico, i risultati suggeriscono che gli individui che presentano una paura di volare importante potrebbero rappresentare una popolazione vulnerabile anche nei confronti delle nuove tecnologie automatizzate. Questo apre la strada a interventi mirati, focalizzati non solo sulla gestione dell’ansia ma anche sulla ristrutturazione della percezione di controllo e fiducia.
Limiti dello studio
Gli autori sottolineano diversi limiti. Lo studio si basa su dati auto-riferiti e su scenari ipotetici, poiché i veicoli completamente automatizzati non sono ancora diffusi nella vita quotidiana. Inoltre, non sono state utilizzate misure cliniche e il campione, pur rappresentativo, è composto da individui abituati a partecipare a sondaggi. Questi elementi rendono lo studio preliminare, più orientato a generare ipotesi che a fornire conclusioni definitive .
Sintesi
- Il lavoro di Radun e colleghi offre un contributo rilevante alla comprensione delle reazioni psicologiche ai sistemi automatizzati. Sebbene esista una relazione tra paura di volare e paura dei veicoli autonomi, questa appare limitata e mediata da altri fattori, in particolare dalla fiducia nella tecnologia.
- Dal punto di vista degli human factors, emerge con chiarezza che la perdita di controllo è solo una parte del problema. La vera sfida riguarda la costruzione di sistemi che non siano solo sicuri, ma anche percepiti come tali, attraverso un equilibrio tra automazione, trasparenza e fiducia.
- In prospettiva, la diffusione dei veicoli autonomi potrebbe non solo trasformare la mobilità, ma anche ridefinire il panorama delle fobie situazionali, introducendo nuove forme di ansia legate all’interazione con sistemi intelligenti.
Bibliografia
Radun, I., Radun, J., Kaistinen, J., Granroth-Wilding, H., & Lajunen, T. (2026). Lack of control: From a fear of flying to a fear of riding in automated vehicles. Aviation Psychology and Applied Human Factors. Hogrefe Publishing Group. Advance online publication.
Dott.Igor Graziato
Past Vice President
Ordine Psicologi Piemonte
Psicologo del lavoro e delle organizzazioni
Specialista in Psicoterapia
Virtual Reality Therapist
REB HP Register for Evidence-Based Hypnotherapy & Psychotherapy
AAvPA Member Australian Aviation Psychology Association
APA Member American Psychological Association
ABCT Member Association for Behavioral and Cognitive Therapies
Division 30 Society of Psychological Hypnosis (APA)
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