Coaching e paura di volare: cosa emerge dalla ricerca scientifica

Coaching e paura di volare: cosa emerge dalla ricerca scientifica

La paura di volare è una delle fobie specifiche più diffuse al mondo. Per alcune persone rappresenta semplicemente un disagio gestibile, mentre per altre può diventare una vera e propria barriera che condiziona la vita personale, familiare e professionale. C'è chi rinuncia alle vacanze, chi evita opportunità lavorative importanti e chi affronta ogni viaggio con settimane di ansia anticipatoria, insonnia e continui pensieri catastrofici. Negli ultimi decenni la ricerca scientifica ha identificato diversi trattamenti efficaci per la paura di volare. Tra questi troviamo soprattutto gli interventi cognitivo-comportamentali, l'esposizione graduale, la realtà virtuale e, in alcuni casi, il supporto farmacologico. Ma esistono anche approcci meno studiati, come il coaching. Un piccolo studio condotto da Naumenko K, Steinhäuser J, Niebuhr F, Goetz K. e pubblicato nel 2020 ha cercato di comprendere se una particolare metodologia di coaching potesse aiutare persone con forme lievi di paura di volare.

Un primo tentativo di valutare l'efficacia del coaching per superare la paura di volare

La ricerca, condotta da Kristina Naumenko e colleghi, aveva l'obiettivo di valutare l'effetto del cosiddetto "wingwave® coaching" in persone che presentavano una forma lieve di aviofobia. Gli autori hanno coinvolto quattro partecipanti che manifestavano disagio significativo durante i viaggi aerei ma che non presentavano necessariamente una fobia grave o invalidante. L'intervento prevedeva:

  • due sessioni di coaching prima del volo;
  • una sessione di follow-up dopo il primo volo.

Per valutare eventuali cambiamenti sono stati utilizzati:

  • la Fear of Flying Scale (FFS), una scala che misura diversi aspetti della paura di volare;
  • la Satisfaction With Life Scale, che valuta il grado di soddisfazione generale per la propria vita.

Secondo i risultati riportati dagli autori, tutti e quattro i partecipanti hanno mostrato una riduzione dei punteggi relativi alla paura di volare. I miglioramenti sono stati osservati soprattutto in tre aree:

  • Ansia anticipatoria: molte persone con paura di volare iniziano a soffrire molto prima del viaggio. L'acquisto del biglietto, la preparazione della valigia o persino il pensiero dell'aeroporto possono attivare una forte risposta ansiosa. In questo studio i partecipanti hanno riferito una diminuzione dell'ansia nelle settimane e nei giorni precedenti al volo.
  • Paura durante il volo: i soggetti coinvolti hanno mostrato una riduzione della paura sperimentata direttamente a bordo dell'aeromobile. Questo dato è particolarmente interessante perché suggerisce una possibile maggiore capacità di gestione emotiva durante l'esperienza reale.
  • Paura delle turbolenze:  le turbolenze rappresentano uno dei principali fattori di paura nei passeggeri ansiosi. Molte persone interpretano erroneamente le normali oscillazioni dell'aereo come segnali di pericolo imminente. Dopo l'intervento, i partecipanti hanno riportato una minore reattività emotiva nei confronti delle turbolenze.

Lo studio non permette di identificare con precisione i meccanismi responsabili del miglioramento osservato. Tuttavia, dal punto di vista psicologico, esistono diverse ipotesi plausibili. Un percorso di coaching può contribuire a:

  • aumentare il senso di autoefficacia;
  • migliorare la percezione di controllo;
  • favorire una maggiore regolazione emotiva;
  • modificare alcune convinzioni negative sul volo;
  • ridurre la tendenza all'evitamento.

In altre parole, la persona può iniziare a percepirsi come più in grado di affrontare la situazione temuta. Questo aspetto è particolarmente importante nelle forme lievi di paura di volare, dove spesso il problema principale non è il panico intenso ma la mancanza di fiducia nelle proprie capacità di gestione dell'ansia.

I limiti dello studio

Dal punto di vista scientifico è fondamentale interpretare questi risultati con cautela. Lo studio presenta infatti numerosi limiti tra i quali ricordiamo:

  • un campione estremamente piccolo: quattro partecipanti sono troppo pochi per poter generalizzare i risultati alla popolazione.
  • I miglioramenti osservati potrebbero dipendere da caratteristiche individuali dei soggetti coinvolti.
  • Assenza di gruppo di controllo
  • Non era presente un gruppo di confronto.

Di conseguenza non è possibile sapere se il miglioramento sia stato causato dal coaching oppure da altri fattori. Uno degli elementi più importanti è che i partecipanti hanno effettivamente volato. Sappiamo da decenni che l'esposizione diretta alla situazione temuta rappresenta uno dei trattamenti più efficaci per le fobie specifiche. Pertanto una parte del miglioramento potrebbe essere attribuita semplicemente all'esperienza di aver affrontato il volo.

Mancanza di follow-up a lungo termine

Non sappiamo se i benefici osservati siano rimasti stabili nel tempo. La paura di volare può infatti diminuire temporaneamente dopo un'esperienza positiva e successivamente ripresentarsi. Nonostante i suoi limiti, questa ricerca suggerisce una riflessione interessante. Le forme lievi di paura di volare potrebbero beneficiare di interventi relativamente brevi orientati all'aumento della fiducia personale e alla gestione dell'ansia. Tuttavia, quando la paura diventa intensa, persistente e limitante, le evidenze scientifiche indicano chiaramente che gli interventi più efficaci restano quelli basati sull'esposizione graduale e sulle tecniche cognitivo-comportamentali.

Quali sono le differenze tra il coaching e il trattamento della paura di volare attraverso la terapia?

È importante distinguere tra disagio e fobia. Una persona che prova tensione prima di un volo potrebbe beneficiare di strategie di coaching, psicoeducazione e supporto motivazionale. Una persona che evita sistematicamente gli aerei, manifesta attacchi di panico o sviluppa comportamenti di evitamento complessi necessita invece di un intervento clinico strutturato. In questi casi il trattamento dovrebbe includere:

  • valutazione psicologica approfondita;
  • identificazione dei fattori di mantenimento della paura;
  • esposizione graduale;
  • ristrutturazione delle convinzioni catastrofiche;
  • tecniche di regolazione emotiva;
  • eventuale utilizzo della realtà virtuale.

In definitiva, la paura di volare non è un fenomeno unico e uguale per tutti. Esiste una differenza sostanziale tra il normale disagio che molte persone sperimentano prima di un viaggio aereo e una vera e propria fobia, caratterizzata da intensa sofferenza psicologica, evitamento e limitazioni significative nella vita personale e professionale. Quando la paura assume caratteristiche cliniche, è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati e a interventi basati sulle evidenze scientifiche. Le ricerche più recenti mostrano infatti che i trattamenti psicologici strutturati, in particolare quelli fondati sull'esposizione graduale e sulle tecniche cognitivo-comportamentali, rappresentano l'approccio più efficace per ottenere risultati duraturi. Il coaching può essere uno strumento utile per migliorare la preparazione mentale, aumentare la motivazione e gestire forme lievi di ansia, ma non deve essere considerato un sostituto del trattamento psicologico quando è presente una fobia specifica. In questi casi, un percorso clinico personalizzato consente non solo di ridurre la paura, ma di modificare i meccanismi che la mantengono nel tempo. L'obiettivo non è semplicemente riuscire a salire su un aereo, ma recuperare la libertà di viaggiare senza che la paura condizioni le proprie scelte, i propri progetti e la propria qualità di vita. Con un intervento adeguato e scientificamente fondato, anche una paura che sembra insormontabile può trasformarsi in un'esperienza gestibile e, per molte persone, persino piacevole.

Conclusioni
  • Lo studio di Naumenko e colleghi rappresenta un primo tentativo di esplorare il possibile ruolo del coaching nella gestione delle forme lievi di paura di volare.
  • I risultati sono incoraggianti ma devono essere interpretati con prudenza a causa delle importanti limitazioni metodologiche.
  • La ricerca conferma comunque un principio fondamentale della psicologia delle fobie: quando una persona acquisisce fiducia nelle proprie capacità e affronta gradualmente la situazione temuta, la paura tende a ridursi.
  • Per le forme clinicamente significative di paura di volare, tuttavia, le evidenze più solide continuano a supportare interventi strutturati basati sull'esposizione, sulla terapia cognitivo-comportamentale e, sempre più spesso, sulla realtà virtuale, che oggi rappresenta uno degli strumenti più promettenti per aiutare i passeggeri a trasformare l'ansia in sicurezza e il timore in libertà di movimento.
Bibliografia

Naumenko K, Steinhäuser J, Niebuhr F, Goetz K. Short report: coaching as an intervention to treat mild form of fear of flying. Psychol Health Med. 2022 Jul;27(6):1205-1212. doi: 10.1080/13548506.2020.1856391. Epub 2020 Dec 4. PMID: 33275446.

Dott.Igor Graziato

Past Vice President Ordine Psicologi Piemonte

Psicologo del lavoro e delle organizzazioni

Specialista in Psicoterapia

Virtual Reality Therapist

REB HP Register for Evidence-Based Hypnotherapy & Psychotherapy
AAvPA Member Australian Aviation Psychology Association

APA Member American Psychological Association

ABCT Member Association for Behavioral and Cognitive Therapies

Division 30 Society of Psychological Hypnosis (APA)

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