KLM dedica il suo primo Airbus A350 alla Ronda di notte di Rembrandt

La compagnia KLM ha introdotto nella propria flotta l’Airbus A350-900 e sceglie un nome fortemente simbolico per il primo esemplare: De Nachtwacht, “La ronda di notte”, uno dei capolavori più celebri di Rembrandt. Dietro questa scelta c’è però molto più di una curiosità: l’arrivo dell’A350 racconta come sta cambiando il trasporto aereo di lungo raggio e offre l’occasione per conoscere più da vicino uno degli aeromobili più moderni dell’aviazione commerciale. Per chi prova l'ansia o la paura di volare, avvicinarsi al mondo dell’aviazione può rappresentare un primo passo verso una comprensione più consapevole della propria esperienza. L’aereo, infatti, può essere percepito come un sistema complesso al quale dobbiamo affidarci senza poterne controllare direttamente il funzionamento. Questa condizione può amplificare il senso di vulnerabilità e lasciare spazio alle interpretazioni prodotte dall’ansia. Conoscere meglio la tecnologia, le procedure, le competenze professionali e la storia dell’aviazione non elimina automaticamente la paura, ma può aiutare a osservare il volo da una prospettiva più ampia e realistica. L’aereo smette così di essere soltanto un luogo di incertezza e diventa l’espressione di un sistema, progettato e gestito attraverso competenze specialistiche, controlli e responsabilità coordinate. È da questa prospettiva, in cui cultura, innovazione e conoscenza aeronautica si incontrano, che possiamo iniziare a raccontare il primo Airbus A350 di KLM.
Un capolavoro olandese a 10.000 metri di quota
La KLM ha scelto di chiamare il suo primo Airbus A350-900 “De Nachtwacht” – “The Night Watch”, La ronda di notte, dal celebre dipinto realizzato da Rembrandt van Rijn nel 1642. Non si tratta di una scelta casuale.
Con l'arrivo dell'A350, la compagnia olandese inaugura infatti una nuova tradizione: gli aeromobili di questa famiglia saranno dedicati a opere iconiche dell'arte dei Paesi Bassi. La ronda di notte, conservata al Rijksmuseum di Amsterdam, è probabilmente una delle opere più riconoscibili della cultura olandese e rappresenta uno dei vertici artistici del cosiddetto Secolo d'oro. Il primo A350 KLM diventa così, almeno simbolicamente, una sorta di ambasciatore volante della cultura dei Paesi Bassi. Del resto, attribuire un nome agli aeromobili fa parte da tempo della cultura della compagnia. Nel corso degli anni KLM ha utilizzato temi differenti per identificare le proprie flotte come ad esempio le montagne,i ponti, le personalità della storia dell'aviazione e, più recentemente, uccelli e farfalle per gli Airbus A321. Dietro le sigle tecniche degli aeromobili esiste quindi anche una dimensione culturale e umana dell'aviazione che spesso il passeggero non conosce.
Airbus A350, tecnologia e sicurezza: che cosa significa davvero rinnovare una flotta?
Al di là del nome scelto da KLM, l'aspetto più interessante riguarda naturalmente l'aeromobile. L'Airbus A350 appartiene alla nuova generazione di grandi aerei progettati principalmente per collegamenti a medio e lungo raggio. È un wide-body, cioè un aeromobile caratterizzato da una fusoliera sufficientemente ampia da ospitare due corridoi all'interno della cabina. La sua progettazione fa ampio ricorso a materiali compositi e a soluzioni aerodinamiche moderne, con l'obiettivo di migliorare efficienza, autonomia e prestazioni. Per KLM l'introduzione dell'A350 rappresenta soprattutto una parte importante del processo di modernizzazione della flotta intercontinentale. La compagnia prevede di ricevere 22 Airbus A350-900, destinati progressivamente a sostituire alcuni aeromobili più anziani, tra cui Airbus A330 e Boeing 777. Questo non significa naturalmente che gli aeromobili sostituiti siano diventati improvvisamente “insicuri”. Il rinnovo delle flotte risponde a numerosi fattori: consumi, costi operativi, manutenzione, standard ambientali, disponibilità dei ricambi, comfort e strategia commerciale. È una distinzione importante soprattutto quando si parla di paura di volare: “più nuovo” non significa automaticamente “sicuro” contrapposto a “vecchio e pericoloso”. L'aviazione commerciale funziona attraverso standard di aeronavigabilità, programmi di manutenzione, controlli e procedure che devono essere rispettati indipendentemente dall'età anagrafica dell'aeromobile. L’età di un aeromobile non si misura soltanto in anni. In aviazione contano soprattutto ore di volo e cicli di volo: un ciclo corrisponde, in termini operativi, a una sequenza decollo–atterraggio ed è associato anche a un ciclo di pressurizzazione della fusoliera. Durante la salita, la cabina viene pressurizzata; durante la discesa, la differenza di pressione tra interno ed esterno diminuisce. Questa ripetuta variazione sottopone la struttura a sollecitazioni cicliche e contribuisce alla fatica dei materiali. Per questo un aereo impiegato su molte tratte brevi può accumulare molti più cicli di uno della stessa età utilizzato prevalentemente sui voli a lungo raggio. La vita operativa viene quindi valutata considerando età cronologica, ore di volo, numero di cicli e stato effettivo della struttura, attraverso programmi di manutenzione e ispezioni specifiche. In altre parole, sapere che un aereo ha 20 o 25 anni, da solo, dice relativamente poco sulle sue condizioni e sulla sua sicurezza.
Come sarà configurato l'A350 di KLM?
Secondo le informazioni diffuse sul nuovo aeromobile, la configurazione prevista comprende complessivamente 331 posti, suddivisi fra tre classi di viaggio:
- 34 posti in Business Class;
- 26 posti in Premium Comfort;
- 271 posti in Economy Class.
L'introduzione dell'A350 rientra in un piano di rinnovamento molto più ampio della flotta KLM, che comprende anche nuovi Airbus A321neo per le rotte europee, Embraer E195-E2 per KLM Cityhopper, Boeing 787 Dreamliner e la futura versione cargo A350F. L'investimento complessivo annunciato dalla compagnia per il rinnovo della flotta raggiunge cifre importanti. Dietro un singolo nuovo aereo esiste quindi un sistema industriale estremamente complesso, fatto di progettazione, certificazioni, addestramento, manutenzione e pianificazione operativa.
Anche un sedile deve essere certificato
Un dettaglio relativo ai primi A350 KLM è particolarmente interessante perché permette di comprendere meglio quanto il mondo dell'aviazione commerciale sia regolamentato. L'introduzione iniziale dell'aeromobile ha infatti incontrato un problema relativo alla certificazione dei nuovi sedili della World Business Class. A seguito di una diversa interpretazione di alcuni requisiti regolamentari da parte delle autorità aeronautiche olandesi, la certificazione non era ancora stata completata nei tempi previsti. KLM ha quindi annunciato che i primi due A350 sarebbero entrati inizialmente in servizio senza quei sedili, in attesa del completamento dell'iter. Per un passeggero potrebbe sembrare un dettaglio sorprendente. Perché occorre certificare persino un sedile? Perché in aviazione non è semplicemente una poltrona. Sedili, sistemi di ritenuta, strutture e configurazioni della cabina devono rispondere a specifici requisiti tecnici e di sicurezza. È un piccolo esempio di un principio molto più ampio: ciò che vediamo entrando in un aeromobile rappresenta soltanto la superficie visibile di un sistema sottoposto a regolamentazione, verifiche e procedure.
Amsterdam-Toronto: il debutto previsto
Il primo A350-900 KLM dovrebbe entrare in servizio passeggeri nel settembre 2026, con Toronto come prima destinazione intercontinentale prevista. L'aeromobile dovrebbe progressivamente sostituire l'Airbus A330 sulla rotta tra Amsterdam Schiphol e Toronto Pearson. Per KLM si tratta di un passaggio significativo. La compagnia aveva infatti inizialmente orientato una parte importante della propria strategia di lungo raggio verso il Boeing 787 Dreamliner. Le successive decisioni del gruppo Air France-KLM hanno riportato l'A350 al centro dei programmi di sviluppo della flotta. Nel 2023 il gruppo Air France-KLM ha sottoscritto un nuovo ordine per 50 Airbus A350, comprendente sia A350-900 sia A350-1000, con ulteriori opzioni. Ventidue A350-900 sono stati destinati a KLM.
Conoscere l'aereo può aiutarci a cambiare il modo in cui lo percepiamo
Per SkyConfidence, notizie come questa non sono interessanti soltanto per chi è appassionato di aviazione.
Possono avere anche un valore
psicoeducativo. Chi soffre della
paura di volare tende spesso a osservare l'aereo soprattutto attraverso come una potenziale
minaccia. Un rumore diventa il possibile segnale di un guasto. Una vibrazione viene interpretata come un'anomalia. Una
turbolenza può sembrare la perdita di controllo dell'aeromobile. Un cambiamento nel rumore dei motori può essere percepito come un
"problema serio". Il problema non è semplicemente la mancanza di informazioni. La
paura di volare
è un fenomeno complesso e può coinvolgere la
paura dell'altezza, la
claustrofobia, il timore di
perdere il controllo, la sensibilità alle sensazioni corporee, la paura di avere un
attacco di panico, le esperienze precedenti o una marcata sovrastima del rischio. Per questo motivo
conoscere gli aerei, da solo, non rappresenta una terapia della paura di volare.
Ma la conoscenza può diventare una componente utile di un percorso più ampio. Comprendere ciò che stiamo osservando permette infatti di costruire interpretazioni alternative a quelle generate automaticamente dall'ansia.
Dott.Igor Graziato
Past Vice President
Ordine Psicologi Piemonte
Psicologo del lavoro e delle organizzazioni
Specialista in Psicoterapia
Virtual Reality Therapist
REB HP Register for Evidence-Based Hypnotherapy & Psychotherapy
AAvPA Member Australian Aviation Psychology Association
APA Member American Psychological Association
ABCT Member Association for Behavioral and Cognitive Therapies
Division 30 Society of Psychological Hypnosis (APA)
Socio aggregato ITAPA Italia Associazione Psicologia Aviazione
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