Power bank in aereo: regole, limiti e consigli per viaggiare in sicurezza

Power bank in aereo: regole, limiti e consigli per viaggiare in sicurezza

Gli smartphone, i tablet, le cuffie wireless, gli smartwatch e i computer portatili ci accompagnano ormai praticamente in ogni viaggio. Di conseguenza, anche i power bank sono diventati uno degli oggetti più comuni nel bagaglio dei passeggeri. Ma i powerbank si possono portare in aereo? Devono essere messe nel bagaglio a mano o nella valigia da stiva? Quanta capacità possono avere? È possibile utilizzarle durante il volo? E perché il settore aeronautico dedica così tanta attenzione a una batteria che utilizziamo normalmente ogni giorno?

La risposta breve è: sì, una power bank può normalmente essere trasportata in aereo, ma deve rispettare precise condizioni di sicurezza e deve rimanere in cabina.

Le disposizioni internazionali sono state inoltre aggiornate nel 2026, con nuove indicazioni specifiche proprio per le power bank. Il 27 marzo 2026 ICAO ha introdotto un addendum alle proprie Technical Instructions; IATA (International Air Transport Association) ha successivamente pubblicato una guida per aiutare le compagnie aeree ad applicare queste modifiche. Per chi ha paura di volare, comprendere il motivo percui sono state introdotte queste regole offre anche un'occasione interessante: permette di osservare da vicino come funziona realmente la safety aeronautica. Non attraverso l'idea irrealistica di eliminare qualsiasi possibile pericolo, ma attraverso l'identificazione preventiva dei rischi, l'introduzione di barriere e il continuo aggiornamento delle procedure.

Un power bank è una batteria al litio

La maggior parte delle power bank utilizza batterie ricaricabili agli ioni di litio. Questa tecnologia permette di immagazzinare molta energia in dimensioni e pesi relativamente contenuti. È il motivo per cui le batterie al litio vengono utilizzate praticamente ovunque: negli smartphone, nei computer, nei tablet, nei droni e in numerosi altri dispositivi. In condizioni normali sono sicure. Se però una cella viene gravemente danneggiata, sottoposta a corto circuito, surriscaldata oppure presenta un difetto interno, può verificarsi un fenomeno conosciuto come thermal runaway, o fuga termica. Si tratta di una reazione incontrollata durante la quale la temperatura della cella può aumentare rapidamente, con produzione di gas, fumo e, nei casi più importanti,  può dar via a un vero e proprio incendio. L'EASA (European Union Aviation Safety Agency) ricorda che le batterie danneggiate, in cortocircuito o surriscaldate possono sviluppare proprio questo tipo di evento e che gli episodi legati alle batterie al litio si sono già verificati nel trasporto aereo. Questo spiega perché un power bank non viene considerata semplicemente un normale accessorio elettronico. Dal punto di vista aeronautico è una fonte autonoma di energia che richiede determinate precauzioni.

Power bank nel bagaglio a mano o nella stiva?

Questa è probabilmente la regola più importante. Un power bank deve essere trasportata in cabina.

I power bank sono assimilate alle batterie di riserva e non devono essere sistemate nel bagaglio registrato destinato alla stiva. IATA indica espressamente che i power bank e batterie di riserva devono essere trasportate nel bagaglio a mano. EASA fornisce la stessa indicazione: i power bank e le batterie di riserva devono viaggiare in cabina e non nel checked baggage.

Perché proprio in cabina?

La risposta è interessante. Non significa che un'eventuale anomalia in cabina venga considerata irrilevante.

È esattamente il contrario. Se un power bank dovesse diventare insolitamente caldo, gonfiarsi, produrre un odore o emettere fumo, la sua presenza in cabina consente di identificare rapidamente il problema e intervenire immediatamente. IATA sottolinea proprio questa differenza: se una batteria si surriscalda nella stiva, l'equipaggio non può intervenire direttamente come può fare invece in cabina. È quindi una tipica strategia di mitigazione del rischio.

Attenzione al trolley imbarcato al gate

È una situazione molto comune. Arriviamo al gate con il nostro trolley come bagaglio a mano ma, magari perché il volo è pieno, il personale ci comunica che il trolley dovrà essere sistemato nella stiva.

Se all'interno sono presenti una power bank o batterie di riserva devono essere estratte prima di consegnare il bagaglio. L'IATA richiama esplicitamente questa situazione nelle proprie indicazioni ai passeggeri.

È sufficiente quindi avere una piccola routine:

“Il trolley va in stiva? Controllo se contiene una power bank.”

  • La estraggo.
  • La porto con me.
Quante power bank posso portare?

Una delle novità introdotte nel marzo 2026 riguarda proprio il numero di dispositivi. Le nuove disposizioni sulle power bank prevedono un limite di: massimo due power bank per passeggero. La guida IATA pubblicata per implementare l'addendum ICAO specifica che le modifiche separano le power bank dalle altre batterie di riserva e limitano passeggeri ed equipaggi a due power bank per uso personale. Anche le informazioni EASA aggiornate riportano il limite massimo di due per persona.

Cosa significa il limite di 100 Wh?

Nelle power bank troviamo spesso valori come:

  • 10.000 mAh
  • 20.000 mAh
  • 25.000 mAh
  • 30.000 mAh

Nel trasporto aereo, però, il valore utilizzato per stabilire quanta energia contiene realmente una batteria è espresso in Wh, cioè watt/ora. Attenzione: mAh e Wh non indicano esattamente la stessa cosa

  • I mAh misurano la quantità di carica elettrica che la batteria può immagazzinare. Da soli, tuttavia, non sono sufficienti per conoscere l’energia complessiva della power bank, perché bisogna considerare anche la sua tensione nominale, espressa in volt.
  • I Wh combinano questi due dati e indicano quindi la quantità totale di energia contenuta nella batteria.
  • In modo semplificato: Wh = V × Ah

Poiché sulle power bank la capacità è normalmente indicata in milliampere-ora, bisogna prima convertirla in ampere-ora: Ah = mAh ÷ 1.000

Un esempio pratico

Prendiamo una comune power bank da 20.000 mAh, con una tensione nominale delle celle di 3,7 V:

  • 20.000 mAh ÷ 1.000 = 20 Ah
  • 20 Ah × 3,7 V = 74 Wh

Questa power bank contiene quindi, indicativamente, 74 Wh di energia e rientra sotto la soglia dei 100 Wh.

Utilizzando come riferimento una tensione nominale di 3,7 V, possiamo ottenere questi valori orientativi:

are anche questo aspetto significa progressivamente sostituire la ricerca della certezza assoluta con una comprensione più realistica di come viene costruita la sicurezza del volo. Utilizzando come riferimento una tensione nominale di 3,7 V, possiamo ottenere questi valori orientativi:

Capacità dichiarata Energia indicativa
5.000 mAh circa 18,5 Wh
10.000 mAh circa 37 Wh
20.000 mAh circa 74 Wh
25.000 mAh circa 92,5 Wh
26.800 mAh circa 99 Wh
30.000 mAh circa 111 Wh

La tabella mostra perché non è sufficiente leggere soltanto il numero dei mAh: una normale power bank da 10.000 o 20.000 mAh rimane generalmente ben al di sotto dei 100 Wh, mentre un modello da 30.000 mAh può superare questa soglia.

Attenzione: non bisogna calcolare i Wh usando i 5 V della porta USB

La porta USB può erogare corrente a 5 V, 9 V o tensioni superiori, ma per il trasporto aereo conta l’energia nominale della batteria interna. Per questo motivo il riferimento più affidabile non è un calcolo fatto dal passeggero, ma il valore in Wh stampato dal produttore sull’etichetta.

Prima della partenza controlla quindi la parte posteriore o inferiore della power bank. Dovresti trovare un’indicazione simile a:

Battery capacity: 20.000 mAh – 74 Wh

Se il valore in Wh non è riportato oppure l’etichetta è illeggibile, la compagnia aerea o il personale addetto ai controlli potrebbero non riuscire a verificarne la conformità.

La regola pratica
  • Fino a 100 Wh: la power bank è generalmente consentita, esclusivamente nel bagaglio a mano.
  • Tra 100 e 160 Wh: può essere necessaria l’autorizzazione preventiva della compagnia.
  • Oltre 160 Wh: non è normalmente ammessa come batteria personale del passeggero.

IATA ed EASA utilizzano i 100 Wh come soglia ordinaria di riferimento. Le condizioni applicate dalla singola compagnia possono però essere più restrittive: prima di partire è quindi sempre opportuno verificarne le indicazioni. In sintesi, non fermarti alla scritta “20.000 mAh” o “30.000 mAh”: cerca sull’etichetta il valore in Wh. È quello il dato realmente importante per sapere se la power bank può essere trasportata in aereo.

Tra 100 e 160 Wh: attenzione!

È una fascia che merita particolare attenzione perché su Internet si trovano frequentemente indicazioni semplificate o apparentemente contraddittorie. Secondo le informazioni IATA rivolte ai passeggeri, batterie tra 100 e 160 Wh possono essere ammesse con l'approvazione della compagnia aerea. L'EASA indica analogamente che, per dispositivi o batterie tra 100 e 160 Wh, è necessario rivolgersi all'operatore e ottenere l'eventuale autorizzazione richiesta. In sintesi:

  • Fino a 100 Wh
  • Generalmente ammessa in cabina.
  • Tra 100 e 160 Wh
  • Non dare per scontato di poterla trasportare.
  • Verificare preventivamente con la compagnia aerea.
  • Oltre 160 Wh
  • Non rientra generalmente nelle normali condizioni previste per il bagaglio personale del passeggero.
Dove tenere la power bank in cabina?

L'EASA raccomanda che i power bank e i dispositivi simili siano trasportati in una posizione nella quale possano essere tenuti sotto controllo. Questo non significa naturalmente trascorrere il volo guardando continuamente la propria power bank. Significa invece evitare che venga nascosta in una posizione difficilmente accessibile. In termini pratici è preferibile tenerla:

  • con sé, se consentito;
  • oppure nel piccolo bagaglio personale accessibile;
  • protetta da possibili danneggiamenti;
  • lontana da situazioni nelle quali possa essere schiacciata;
  • sistemata secondo le indicazioni specifiche della compagnia.

L'EASA ha richiamato anche un rischio apparentemente banale ma reale: dispositivi elettronici e batterie possono essere danneggiati se rimangono intrappolati nei meccanismi dei sedili regolabili. Se un telefono o un power bank cade all'interno del sedile, quindi: non azionare ripetutamente il sedile cercando di recuperarlo: chiedi assistenza all'equipaggio.

Posso ricaricare la power bank dalla presa dell'aereo?

No! Le modifiche ICAO introdotte nel marzo 2026 vietano ai passeggeri di ricaricare la power bank durante il volo. La guida IATA agli operatori richiama espressamente questo divieto. Quindi:

presa USB o presa elettrica dell'aeromobile → power bank: NO.

Se hai bisogno di energia, puoi invece utilizzare, quando disponibile e consentita, l'alimentazione dell'aeromobile direttamente per il dispositivo elettronico.

Posso usare la power bank per ricaricare lo smartphone durante il volo?

Anche qui l'approccio prudenziale è molto chiaro. L'EASA raccomanda che le power bank non vengano utilizzate per ricaricare altri dispositivi durante il volo. Per il passeggero la soluzione più semplice è quindi:

durante il volo evita di utilizzare la power bank. Se devi ricaricare smartphone, tablet o computer e l'aeromobile dispone di una presa USB o elettrica utilizzabile, preferisci l'alimentazione prevista dall'aeromobile e segui sempre le indicazioni dell'equipaggio. Naturalmente la policy della compagnia con cui stai volando prevale sulle abitudini personali.

Proteggerla dai cortocircuiti

Un power bank deve essere trasportata in modo da ridurre il rischio di danneggiamenti e cortocircuiti.

l'IATA raccomanda per batterie di riserva e power bank di proteggerne i terminali, ad esempio attraverso la confezione originale, una custodia adeguata o altre modalità che impediscano contatti accidentali.

L'EASA richiama analogamente la necessità di proteggerle da cortocircuiti e attivazioni accidentali.

Non occorre inventare soluzioni complicate. Un power bank moderna, integra e conservata in una custodia o in una tasca appropriata è molto diversa da una batteria lasciata libera insieme a chiavi, monete o altri oggetti metallici.

Un power bank gonfia o danneggiata non dovrebbe viaggiare!

Prima della partenza è utile fare anche un semplice controllo visivo.

Non utilizzare una power bank che presenta:

  • rigonfiamento;
  • deformazione della scocca;
  • evidente danneggiamento;
  • segni di surriscaldamento;
  • odori insoliti;
  • bruciature;
  • perdita di materiale;
  • malfunzionamenti importanti.

L'EASA ricorda che una batteria danneggiata, sottoposta a cortocircuito o eccessivamente riscaldata può sviluppare una reazione termica incontrollata. Un buon approccio alla safety inizia quindi ancora prima di arrivare in aeroporto: se una batteria appare danneggiata, non utilizzarla e non portarla in volo.

Cosa fare se una power bank diventa molto calda o produce fumo?

La risposta è molto semplice: avvisa immediatamente l'equipaggio. L'IATA indica espressamente ai passeggeri di informare subito l'equipaggio se un dispositivo diventa caldo, appare danneggiato oppure inizia a produrre fumo. Non bisogna improvvisare una procedura personale. Gli equipaggi vengono formati anche per riconoscere e gestire eventi associati alle batterie al litio. L'EASA raccomanda specificamente agli operatori di assicurarsi che equipaggi di volo, assistenti di cabina e personale di terra conoscano questi rischi e le relative procedure. Ed è proprio questo elemento che ci porta a un aspetto psicologico particolarmente interessante.

“Se esistono tutte queste regole significa che è pericoloso?”

Chi soffre di paura di volare potrebbe arrivare fino a questo punto dell'articolo e pensare:

“Se esistono tutte queste procedure significa che le power bank sono davvero pericolose.”

Oppure:

“E se una prendesse fuoco proprio sul mio volo?”

È un meccanismo psicologico comprensibile. L'ansia tende infatti a trasformare una possibilità teorica in una probabilità percepita. Il ragionamento diventa:

“Può accadere → quindi potrebbe facilmente accadere → quindi devo preoccuparmi.”

Ma manca un elemento fondamentale: tutto ciò che viene fatto per impedire che quell'evento accada e per gestirlo qualora si verificasse. L'aviazione non aspetta che un evento diventi frequente prima di occuparsene.

Il processo è sostanzialmente questo:

identificare → analizzare → prevenire → mitigare → addestrare → monitorare → aggiornare.

Le nuove disposizioni sulle power bank ne sono un esempio molto concreto.  Questo è un concetto essenziale: una nuova procedura di sicurezza non è la prova che il sistema sia fragile. Può essere, al contrario, la dimostrazione che il sistema raccoglie informazioni, apprende e modifica le proprie difese.

Safety non significa rischio zero

Questo concetto è particolarmente importante nel trattamento della paura di volare. L'ansia spesso domanda:

“Puoi garantirmi che non accadrà assolutamente nulla?”

La safety in aeronautica risponde invece a una domanda molto più concreta:

“Quali rischi possiamo identificare e quali barriere possiamo costruire per ridurne probabilità e conseguenze?”

La sicurezza reale non deriva quindi dalla promessa dell'assenza assoluta di qualsiasi anomalia.

Deriva dalla presenza di:

  • prevenzione
  • procedure
  • ridondanza
  • formazione
  • monitoraggio
  • gestione delle anomalie
  • analisi degli eventi
  • aggiornamento continuo

Questo principio riguarda le batterie al litio. Ma riguarda anche moltissimi altri aspetti del volo.

La checklist SkyConfidence® per viaggiare con una power bank

Prima di uscire di casa puoi fare un'unica verifica.

✓ Controlla il valore in Wh

Idealmente ≤100 Wh. Se è compreso tra 100 e 160 Wh, verifica preventivamente con la compagnia l'eventuale autorizzazione richiesta.

✓ Massimo due power bank

Le indicazioni introdotte nel 2026 prevedono un massimo di due power bank per persona.

✓ Solo in cabina

Mai nel bagaglio registrato.

✓ Se il trolley viene mandato in stiva

Estrai le power bank prima di consegnarlo.

✓ Controlla che il powerbank sia integro

Niente batterie gonfie, danneggiate o con evidenti anomalie.

✓ Proteggi il tuo powerbank

Evita cortocircuiti, urti e contatti accidentali con oggetti metallici.

✓ Tieni sempre accessibile il tuo powerbank

Segui le indicazioni della compagnia e sistemale dove possano essere facilmente individuate in caso di necessità.

✓ Non ricaricare la power bank a bordo

Non collegarla all'alimentazione dell'aeromobile.

✓ Evita di utilizzarla per ricaricare altri dispositivi durante il volo

È l'approccio prudenziale raccomandato da EASA.

✓ In caso di anomalia, avvisa l'equipaggio

Calore intenso, gonfiore, odore o fumo: chiama immediatamente un assistente di volo.

✓ Verifica infine le indicazioni operative fornite dalla tua compagnia

Le condizioni operative possono essere più restrittive rispetto al quadro generale.

E poi smetti di controllare

A questa checklist aggiungiamo una regola che non proviene da ICAO, EASA, ENAC o IATA. Proviene dalla psicologia. Una volta che hai:

  • controllato la batteria,
  • verificato la capacità,
  • preparato correttamente il bagaglio,
  • seguito le indicazioni della compagnia,

il controllo può considerarsi concluso.

Questo passaggio è particolarmente importante per chi soffre di ansia o paura di volare.

Controllare una volta è un comportamento responsabile. Controllare continuamente la temperatura della power bank, rileggere dieci volte le regole, cercare continuamente su Internet dei racconti di incidenti o osservare ossessivamente quello che fanno gli altri passeggeri può invece diventare un comportamento di sicurezza. Nel breve periodo il controllo ripetuto riduce l'ansia. Ma può "insegnare" al cervello qualcosa di molto diverso: “Sono al sicuro solamente perché continuo a controllare.”

Ed è proprio uno dei meccanismi che, nella terapia cognitivo-comportamentale delle fobie e dell'ansia, cerchiamo progressivamente di modificare. Essere informati non significa cercare la certezza assoluta.

Prepararsi correttamente significa essere responsabili.
Continuare a controllare per neutralizzare l'ansia è un'altra cosa.

In sintesi
  • Un power bank può normalmente essere portata in aereo, purché venga trasportata correttamente e rispetti le condizioni previste.
  • Per il passeggero la regola pratica può essere riassunta così: massimo due power bank, preferibilmente entro 100 Wh, sempre in cabina, integre, protette e facilmente accessibili.
  • Tra 100 e 160 Wh occorre verificare preventivamente con la compagnia l'eventuale autorizzazione.
  • Oltre 160 Wh si esce generalmente dalle normali condizioni previste per il bagaglio del passeggero.
  • I power bank non devono essere inseriti nel bagaglio registrato e, se un trolley viene trasferito in stiva al gate, devono essere estratte.
  • Le disposizioni ICAO introdotte nel marzo 2026 vietano inoltre di ricaricare la power bank durante il volo, mentre EASA raccomanda di non utilizzarla per ricaricare altri dispositivi a bordo.
  • Per un passeggero italiano, le informazioni vanno lette all'interno di un sistema composto da più livelli: ICAO per il quadro internazionale; Unione europea ed EASA per il sistema europeo della sicurezza aeronautica; ENAC come autorità italiana dell'aviazione civile; IATA per standard e indicazioni operative dell'industria; la compagnia aerea per le condizioni specificamente applicabili al proprio volo.
  • Dietro una semplice regola sul posto nel quale conservare una batteria troviamo lo stesso principio che caratterizza gran parte dell'aviazione moderna: individuare un possibile rischio prima che diventi un problema, costruire barriere per prevenirlo, prepararsi a gestirlo e aggiornare continuamente le procedure sulla base delle conoscenze disponibili.
  • La safety non consiste nel fingere che il rischio non esista. Ma lo identifica, lo analizza a fondo, lo riduce e si preparano delle procedure per gestire un eventuale problema.


Dott.Igor Graziato

Past Vice President Ordine Psicologi Piemonte

Psicologo del lavoro e delle organizzazioni

Specialista in Psicoterapia

Virtual Reality Therapist

REB HP Register for Evidence-Based Hypnotherapy & Psychotherapy
AAvPA Member Australian Aviation Psychology Association

APA Member American Psychological Association

ABCT Member Association for Behavioral and Cognitive Therapies

Division 30 Society of Psychological Hypnosis (APA)

Socio aggregato ITAPA Italia Associazione Psicologia Aviazione

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